Eremo di Santa Rosalia Santo Stefano Quisquina

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L’Eremo di Santa Rosalia a Stefano Quisquina nel Territorio del Parco dei Monti Sicani

Il Convento

Si allunga sulla parte dell’antica Serra Quisquina, nel cuore di un fitto bosco naturale nel parco dei Monti Sicani. L’Eremo sorge a 986 mt sul livello del , ad appena 4 km da Santo Stefano Quisquina (Ag); luogo fresco nelle afose estati siciliane e impervio durante inverno a sorgente della neve.

 

La storia di S. Rosalia

La storia di Santa Rosalia, come quelle di tutti i santi vissuti per epoche similmente lontane dalla nostra, è una mescolanza di prove e leggende, di ricostruzioni e fede. La sua esistenza si muove a Palermo e Stefano Quisquina, palazzi principeschi e piccole grotte protette da monti, ed è la vita di una fanciulla che si dedica alla fede rinunciando a principi e lussi. Della sua fugace realtà si hanno poche certezze: la grotta dove trascorre dodici anni , e quella in cui muore successivamente.

Rosalia vive nel XII ; nata a Palermo dal conte Sinibaldo e di Maria Guiscarda, per il padre pianifica un avvenire meritevole delle sue nobili origini. Ha approssimativamente dodici o quattordici anni quando scappa dal palazzo, per non prendere in sposo il principe che hanno scelto per lei , e per dodici anni  (1150 – 1162) si nasconde in una piccola grotta riparata dal fitto albereto della Quisquina, in provincia di Agrigento. immaginate una ragazzina che percorre da sola un centinaio di chilometri prima di trovare un rifugio: la grotta per questione è una scelta ben precisa, visto che la Serra Quisquina appartiene al  genitore e sa bene quanto sia , dunque, adatta a nasconderla.

si deve che la Santa abbia vissuto dentro questa grotta in assoluta isolamento: in quei secoli di fiorente eremitismo, infatti, chi decideva di lasciare gli averi e le ricchezze per cercare Dio nella solitudine e nella preghiera si ritirava in una grotta o in una cella, ma quasi sempre nelle vicinanze di una santuario o di un convento , sia per avere l’assistenza religiosa dai vicini monaci sia per seguire le funzioni liturgiche. E questo vale anche per Santa Rosalia: sappiamo, appunto, che nel periodo della Santa esisteva (già dall’anno 1000) un monastero  di monaci Basiliani, di cui ancora oggi rimangono delle rovine nelle campagne di Melia.

Al di là di questo periodo di penitenza alla Quisquina, Rosalia decise di tornare a Palermo, dove le fu concesso dalla regina Margherita (moglie del re di Sicilia Guglielmo I), commossa dalla passione religiosa della giovane, di vivere in una grotta sul monte Pellegrino dove continuò a essere in preghiera e in solitudine fino alla morte .

Il culto di Santa Rosalia è già diffuso istantaneamente alla sua morte , ma soltanto dopo il 1624, anno in cui le ossa della Santa ritrovate sul monte Pellegrino e portate in processione per le vie di Palermo liberarono la città dalla peste, fu riconosciuta formalmente la santità di Rosalia. La tradizione racconta che Rosalia apparve in sogno ad una donna malata, Girolama Gatto, promettendole la se si fosse recata sul monte Pellegrino e indicandole il punto preciso in cui erano sepolte le sue resti. Cominciarono le ricerche, e il 15 luglio del 1624 furono trovate le ossa. La commissione di teologi e medici, istituita dal cardinale Giannettino Doria per esaminare i resti ritrovati, giunse ad un esito deludente perché le ossa sembravano appartenere a più corpi. Ma accadde un altro prodigio : un uomo, Vincenzo Bonelli, un saponaro, essendogli morta  la moglie di peste, fuggi sul monte Pellegrino e qui gli apparve Santa Rosalia, che gli ingiunse di recitare al cardinale che non dubitasse dell’autenticità delle reliquie e le portasse per corteo per la città; così la peste sarebbe finita. E così accadde. Il festino, i quali ogni anno si celebra a Palermo a cavallo tra il 15 luglio, non è altro che la rievocazione storica di quell’evento prodigioso.

Nello stesso 1624, quaranta giorni dopo il rinvenimento delle resti di santa Rosalia sul monte Pellegrino, fu ritrovata all’ingresso della grotta della Quisquina un’epigrafe in latino , attribuita alla stessa Santa Rosalia: “ Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore della Quisquina e del Monte delle Rose, ho deciso di abitare in questa grotta per amore di mio Gesù Cristo“.

Apertura:
Luglio ed Agosto: tutti i giorni
Da Settembre a Giugno: sabato, domenica e giorni festivi

S. Messa:
Nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre: S. Messa domenicale ore 18.00
Per Matrimoni, Celebrazioni nel Santuario contattare il Rettore, Mons. Antonino Massaro, al numero di tel. 0922.982091
  • Person Cooperativa “La Quercia Grande”

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